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Ing. Michele Lettieri - Piccoli eroi grandi opere

 

In uno studio del 1962 Lettieri, oltre a lamentare una mancanza di visione futura dell'amministrazione e contestare scelte votate a privilegiare interessi e affari trascurando le persone, annuncia l'avvio di uno studio sul verde cittadino partendo dal dato che la dotazione di verde procapite in quel momento era di 0,7 mq ad abitante e prospetta un intervento urgente per aumentare questa quota procapite attraverso interventi sugli argini dei fiumi ed evitando di cementificare ulteriormente perdendo altro verde. L'intervento di Lettieri risolverebbe in una volta sola problemi idraulici, igienici, di traffico, di risanamento del suolo e quello degli impianti sportivi del tutto carenti raggiungendo una dotazione di verde di oltre 15 mq per abitante.

 

Nel gennaio del 1971 Lettieri in presenza di autorità civili, militari e della giunta comunale festeggia il completamento della prima fase dei lavori. In appena due mesi di lavoro -  infatti sono iniziati il 26 Ottobre del 1970 - fra lo stupore di tutti il lotto fino a ponte Talvera é completato grazie all'impiego di uomini e mezzi dell'esercito nonostante condizioni atmosferiche proibitive (-17gradi) e un sostegno della giunta comunale definito tiepido. Nel suo discorso Lettieri chiede alla giunta di non essere lasciato solo e agli organi provinciali di provvedere a opere a monte ritenute indispensabili per la sicurezza della città. "Un intervento di cui si é conclusa la prima tappa", dice Lettieri per "strappare questa maleodorante pietraia infestata di topi , creando oltre 200.000 mq di verde" il cantiere Talvera viene supportato da giovani meno che ventenni militari e studenti volontari, commistione che permette a questi ultimi di crearsi una vera e propria esperienza lavorativa durante il loro percorso di studi costituendo una vera e propria "PALESTRA DI VITA" . Lettieri conclude con un suo sogno che la lunga “fatica verde” creata diventi un punto di incontro degli abitanti delle diverse sponde (il torrente taglia in due la città) e delle diverse etnie facilitando incontri ed evitando incomprensioni e facendoli convincere felicemente.

 

Già negli anni 50 l’ingegner Lettieri aveva presentato alla Giunta Comunale presieduta dal Sindaco Pasquali e in presenza del Vicesindaco Riz e degli assessori Bertacchi, Finato e Lun uno "studio sul verde cittadino"  che prevedeva :

 

La trasformazione a verde dei greti dei tre corsi d'acqua (Talvera, Isarco e Adige)

Una "cittadella dello sporto e della ricreazione" sulle pendici di Castelfirmiano

Più piste ciclabili che collegavano fra loro le varie zone città e Paesi limitrofi. 

 

Tale studio diventò un progetto consegnato volontariamente e in forma gratuita nella primavera del 1962 all'amministrazione comunale. Il progetto prevedeva oltre al Polmone Verde anche piste pedo ciclabili sulle due sponde dei tre corsi d'acqua che bagnano la città. Il tutto, per non farsi mancare nulla, veniva reso funzionale da cinque passerelle pedo ciclabili sul torrente Talvera per ottimizzare ed abbreviare le percorrenze. In un periodo in cui ogni fazzoletto verde diventava di principio preda della speculazione edilizia e l'automobile era diventato un oggetto accessibile a tutti e non c'era certo la cultura dell'ambiente il progetto non venne accolto con molta simpatia e, oserei dire, venne interpretato come una visone malata di una mente disturbata. Oggi a mezzo secolo di distanza, questa visione si é avverata, ma allora Lettieri veniva deriso e soprannominato con disprezzo e ironia "Ing. Talvera". Fortunatamente erano passati da poco gli anni dei ricoveri coatti negli ospedali psichiatrici se no il rischio di vedersi imprigionato miseramente e ingiustamente in uno di questi sarebbe stato reale. L'Ing. Lettieri si trovò contro oltre alle Istituzioni anche gran parte della opinione pubblica in un momento troppo vicino al dopoguerra e in cui la natura e la vita sostenibile erano assolutamente sacrificabili in nome del "progresso". Certo che in un momento del genere non mancarono proposte e idee non meno visionarie ma prese in considerazione seriamente da Istituzioni e opinione pubblica in nome della Tecnologia moderna tipo, citandone solo alcune :

 

Incubazione del torrente Talvera per ricavare nel greto aree edificabili

Un autodromo sulle pendici di Castelfirmiano 

Un aereo porto sull'altipiano di San Genesio

La scelta del tracciato sopra il fiume Isarco dell'autostrada del Brennero con attraversamento della città che, al pari di un'altro obbrobrio come la sopraelevata di Genova, ha portato a uno sfregio paesaggistico e ha causato inquinamento atmosferico e acustico nonostante le alternative esistessero e anche molto evidenti come la piana verso Merano e la Val Passiria.

 

Durante i lavori pressoché abusivi nel greto del Talvera, l'Ing Lettieri venne sommerso da richieste da parte di dirigenti di Società sportive o ricreative, di enti e di Scuole per ottenere impianti sportivi già richiesti inutilmente alle Istituzioni, all’amministrazione comunale e provinciale. Arrivarono addirittura a presentare a lui una petizione firmata da 9.000 cittadini per sollecitare la realizzazione di suddette opere. In quegli anni il campionato di calcio dilettanti non si poteva disputare e quelli di Pallamano e Baseball si giocavano sempre in trasferta, inoltre la cittadella dello sport di Castelfirmiano era stata sacrificata a favore di una discarica. Certo molte soluzioni non sembravano esserci non esistendo un progetto approvato e nessun finanziamento.  

 

 Da un'Intervista video di studio Zem2008

 

"C'erano stati molti tentativi prima ma falliti, gli atti dinamitardi del ’70 sono stati una spinta a cercare un luogo di convivenza. Dopo l'alluvione di Trento, fui messo in commissione di inchiesta, e mi resi conto dei danni che può fare un torrente. La contestazione del 68 occupò le scuole e cercai un modo diverso per  veicolare tante energie, prendere gli strumenti ed effettuare i rilievi della zona di Castelfirmiano e Talvera."

Da qui nacque il Progetto Talvera fatto e consegnato al magistrato delle acque senza che lo sapesse il Comune. Fu approvato e l’Ing Lettieri andò a chiedere, aiuto attraverso conoscenze al quarto corpo d'armata presentandosi  lasciando intendere ci fosse beneplacito del Comune. Avuto l'ok dall'esercito tornò in Comune mettendoli di fronte a cosa fatta. Alla grande festa di conclusione dei lavori al Corpo d'armata erano  presenti persone di entrambi i gruppi etnici. Il Südtiroler Tageszeitung di Insbruck, che fino a pochi mesi prima parlava dei militare italiani come di un esercito di occupazione, il 4 Novembre 1971 intitolava "il soldato italiano  vicino al popolo sudtirolese". Ovviamente una volta finito il cantiere, tutti vi avevano partecipato e ognuno lo aveva pensato, realizzato approvato, soprattutto quei funzionari e  quei politici delle istituzione che non ne avevano mai compreso utilità, portata sociale e quanto precorreva i tempi.

 

Considerazioni

 

Lettieri è un personaggio di una città provinciale di confine, Bolzano. Capita spesso di vederlo aggirarsi sui luoghi di questa storia e mantiene ancora ora il desiderio di raccontare una storia sicuramente atipica e curiosa con un po' di orgoglio e di falsa modestia, ma anche con desiderio di rivincita per chi ancora oggi non gli riconosce il merito di un'opera di per se grandiosa per come è stata concepita, sviluppata e costruita. Tanti bolzanini che vivono ogni giorno i prati del Talvera, li hanno sempre visti li, spesso non conoscono questa curiosa storia e si sorprendono nell'ascoltarla. Il pensiero di un'opera nata da tante azioni così improvvisate nella terra dell'ordine - come viene considerata in Italia e dai suoi stessi abitanti l'Alto Adige - sembra quasi impossibile e frutto di fantasia. Una mente audace e creativa che a ogni ostacolo ha saputo inventare e osare una soluzione con quasi nessun desiderio di onore per se stesso. Mi colpisce la visione di un futuro in cui l'ambiente diventa argomento importante a livello mondiale in un momento in cui era così distante la sensibilità verso l'ecologia, la società di quel periodo viveva sull'onda del boom economico post ricostruzione. Fu un'epoca di grandi opere pensate e realizzate, tutte queste erano all'insegna del calcestruzzo. È altresì vero che l'Alto Adige mantenne sempre storicamente, soprattutto da parte della sua componente etnica tedesca, una attenzione particolare per l'ambiente, prova ne sono le scelte sullo sviluppo economico teso a preservare l’agricoltura non privilegiando l’industria. Oggi il risultato visibile e tangibile un ambiente montano preservato e sano. Risulta comico e grottesco il modo in cui Lettieri seppe muoversi all'interno di grinze nebbiose del potere politico approfittando di evidenti mancanze di comunicazione tra enti e rappresentanze del governo italiano con quelle locali. Un coraggio e una sfacciataggine che me lo rendono simpatico , ma anche con una perseveranza e lungimiranza degna di ogni stima. Rimane la certezza che che allora come oggi le stesse doti non facciano parte delle nostre rappresentanze politiche pronte però al momento giusto a saltare sul carro del vincitore insaziabilmente bramose di voti elettorali.

 

Il Coaching umanistico

 

Ora mi piacerebbe giocare ad analizzare la personalità di Lettieri dal punto di vista del coaching umanistico e individuare a mio parere, quali potenzialità sono espresse da questa storia vera.

 

  • INGEGNOSITÀ’ ORIGINALITÀ’, INTELLIGENZA PRATICA implica la creatività ed è la capacità di trovare strade nuove ed efficaci per realizzare un desiderio.

Il progetto che ha affrontato l'Ing. Lettieri era già stato studiato e affrontato da altri consulenti e studiosi ritenendo però ogni azione non utile, ma Lettieri trovò nuove idee rendendo la sua soluzione evidentemente efficace e duratura nel tempo.

 

  • SENSO CIVICO E DEL DOVERE, CAPACITA’ DI LAVORARE IN GRUPPO, LEALTA’ ovvero sentimento di appartenenza ad una comunità di cui si riconoscono ed accettano i fini collettivi e per il successo della quale ci si impegna.

Da ogni parola di Lettieri nelle varie interviste o scritti, sia dell'epoca che recenti, si evidenza la sensibilità dello stesso verso l'appartenenza addirittura a una comunità in corso di costruzione e in fondo mai pienamente realizzata, quella di una popolazione misti lingue italo/tedesca che opera per il benessere assieme e senza divisione.

 

  • LEADERSHIP capacità di organizzare un gruppo di lavoro e condurlo al successo attraverso obiettivi produttivi fondati sulla soddisfazione, l’efficienza e il benessere di tutti i partecipanti.

La sua Leadership, evidente verso i suoi studenti, che lo seguirono con entusiasmo e spirito di sacrificio venne rinforzata dalla fiducia in lui riposta dall'esercito, forza indispensabile per la costruzione dell'opera. Non venne mai riconosciuta definitivamente dalle forze politiche semplicemente perchè le dinamiche di leadership passavano e passano attraverso meccanismi diversi dal riconoscimento di competenze, anche se la loro presenza alle varie cerimonie di inaugurazione o ricordo ne sono in fondo piena testimonianza

 

  • PERSEVERANZA, INDUSTRIOSITÀ, DILIGENZA ovvero intraprendere progetti sfidanti ma reali e possibili e riuscire a portarli a termine.

Su questa potenzialità non aggiungerei altro tanto è evidente nei fatti  descritti quanto appartiene all'Ing. Lettieri.

 

In pieno rispetto del manuale della Scuola Italiana Life e Corporate Coaching esprimo altre caratteristiche utili a identificare la personalità di Lettieri secondo il coaching umanistico.

Potenzialità di specie.     Proattivitá 

Felicità.                             Del fare

Motivazione                     Al potere

 

 

 

Turismo : Prati e passeggiate del Talvera a Bolzano

 

I Prati del Talvera di Bolzano si trovano vicino al fiume Talvera. Iniziano vicino al ponte Talvera (tra via Museo e piazza della Vittoria).

 

Sui prati del Talvera in estate si svolgono concerti all'aperto. Ci sono dei parchi giochi per bambini, campi da calcio e da pallacanestro.

Ai due lati del fiume Talvera ci sono delle belle passeggiate ombreggiate con una pista ciclabile. Su una di queste passeggiate si svolge ogni primo sabato del mese il Mercatino delle Pulci. La passeggiata lungo Talvera di Bolzano è ricca di aiuole fiorite, piante subtropicali ed alberi ad alto fusto.

 

Oltrepassando la passeggiata sul ponte Talvera si può proseguire con la passeggiata fino ad arrivare al ponte che porta al Museion (Museo di Arte Moderna e Contemporanea) ed all'Eurac vicino a ponte Druso.

 

Imboccando la passeggiata al ponte Talvera sulla destra provenendo da via Museo (dal centro storico), dopo qualche centinaio di metri a destra si vede un ampio vigneto con al centro Castel Mareccio e sullo sfondo i numerosi campanili e tetti spioventi del centro storico, poi la collina di Santa Maddalena e sullo sfondo il profilo dolomitico del Catinaccio - Rosengarten affiancato dalle Torri del Vajolet.

Al termine della passeggiata, si svolta a sinistra e si passa ponte Sant'Antonio. Si prosegue sulla stradina a sinistra che conduce alla sottostante pedociclabile e si prosegue su quest'ultima a sinistra percorrendola fino alla fine dove Castel Roncolo si staglia maestoso su uno spuntone roccioso. Si attraversano il ponticello e la strada e si prosegue lungo la stradina dedicata all'Imperatore Francesco Giuseppe raggiungendo il castello dopo 10 minuti. Dal ponte Talvera circa 50 minuti di cammino complessivi.

 

Le passeggiate del Talvera sulla sponda orografica sinistra nel tratto compreso tra il Museion e ponte Druso sono state ufficialmente dedicate agli Alpini il giorno 4 novembre 2009, giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

 

 

 

Mosca Daniele © Cell. +39 347 3158155 | C.F. MSDDNL66D14A952O

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